Palermo: Comune condannato per alunni ancora senza servizio Asacom
Il modello partita iva ha generato un vuoto profondo nell’erogazione del servizio Asacom: alunni ed alunne, a febbraio, ancora senza servizio, arrivano le prime condanne !
La questione dell’erogazione del servizio Asacom al Comune di Palermo in regime di prestazione d’opera intellettuale non è solo una questione di diritti dei lavoratori, ma anche — e soprattutto — di diritti degli studenti.
Il servizio ASACOM in regime di partita IVA continua a rappresentare una delle più gravi responsabilità istituzionali del Comune di Palermo. Dopo mesi – anzi anni – di inadempienze, arrivano finalmente le prime condanne, ma il dato resta drammatico: pochi alunni tutelati, a fronte di centinaia di studenti con disabilità ancora oggi a scuola senza assistente all’autonomia e comunicazione, privati di un diritto fondamentale.
Due ordinanze cautelari, ottenute dall’avvocato Mariachiara Garacci, del foro di Marsala, dell’Ufficio Legale di ACA Sicilia, certificano nero su bianco una responsabilità che il Comune non può più eludere:
- la prima, del 16 gennaio, riguarda un alunno di scuola media dell’IC “ A. De Gasperi – A. Pecoraro”; il Comune è riuscito a reclutare un operatore Asacom solo il 23 febbraio, dopo più di cinque mesi di scuola;
- la seconda, del 23 febbraio, un alunno dell’I.C. Cruillas, ancora senza operatore.
Non si tratta di “casi isolati”, ma della punta dell’iceberg di una gestione fallimentare, che scarica su famiglie e bambini il prezzo di scelte amministrative sbagliate, ritardi cronici e rimpalli di responsabilità. Ogni giorno senza ASACOM è un giorno di esclusione scolastica, e il Comune continua a intervenire solo quando costretto da un giudice, dimostrando una totale assenza di programmazione e di rispetto dei diritti.
In questo contesto si distingue l’impegno costante di ACA Sicilia, che da tempo denuncia questa criticità, supporta le famiglie e lavora per il superamento strutturale di un sistema ingiusto. Senza la pressione delle associazioni e delle azioni legali, queste “prime vittorie” non sarebbero mai arrivate.
In questo scenario è fondamentale ribadire un principio che non può più restare astratto: il diritto può essere rappresentato, tutelato e fatto valere. Non è un’illusione né un privilegio per pochi. Per questo è indispensabile informare e accompagnare le famiglie, spesso lasciate sole e scoraggiate, affinché sappiano che questa possibilità esiste ed è concreta. Anche gli operatori del settore hanno una responsabilità etica e professionale: contribuire a far circolare un’informazione corretta e accessibile, mettendo le famiglie nelle condizioni di entrare in contatto con chi può rispondere gratuitamente al bisogno, orientarle e garantire il supporto legale offerto da ACA Sicilia, senza filtri né timori.
Ma è anche necessario sottolineare che non dovrebbe essere un tribunale a garantire l’inclusione scolastica: è il Comune che deve assumersi fino in fondo la propria responsabilità politica e amministrativa.
Due ordinanze non sono un successo, sono una condanna morale per un’istituzione che continua a lasciare indietro i più fragili.
I diritti non si sospirano e non si rimandano: si applicano !
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