ASACOM Messina, ACACISAL Scuola ed ACA Sicilia «le tutele si costruiscono con gli accordi, non con gli annunci»
ERRATA INFORMAZIONE:
SI CREA CONFUSIONE E NON SI CREANO TUTELE
In merito alle dichiarazioni diffuse in questi giorni a seguito dell’incontro con la Città Metropolitana di Messina, ACACISAL Scuola ritiene doveroso fare chiarezza, nell’interesse dei lavoratori ASACOM e soprattutto per evitare che informazioni tecniche importanti vengano rappresentate in modo parziale o confuso.
Si parla di contratti ciclici, NASpI, continuità occupazionale e future clausole di tutela.
Ma c’è un dato che non può essere ignorato: mentre si annunciano oggi possibili garanzie per il futuro, ACACISAL Scuola ha già sottoscritto un accordo sindacale di secondo livello con ALDIA Cooperativa Sociale, proprio per disciplinare concretamente il rapporto di lavoro degli operatori impegnati nel servizio.
Questa è la differenza tra parlare di tutela e costruire strumenti di tutela.
FACCIAMO CHIAREZZA, UNA VOLTA PER TUTTE
Tre anni fa, quando ALDIA subentrò nella gestione del servizio, i contratti a tempo indeterminato ciclico erano già presenti, poiché ereditati dalla precedente gestione e non licenziati a giugno.
Non fu quindi ALDIA a introdurre il contratto ciclico nel servizio ASACOM della Città Metropolitana di Messina: veniva caldeggiato da tempo, speculando sulla disinformazione e la preoccupazione degli operatori di garantirsi la rioccupazione al nuovo appalto; nonostante i nostri sforzi per spiegare lo star delle cose.
E’ storia: ma per fortuna anche la storia cambia, e la verità si palesa.
Per questo è utile ed importante ricordare un altro fatto: una parte dei lavoratori iscritti ACACISAL Scuola, già allora, erano invece assunti con contratto a tempo determinato (a termine), cessavano il rapporto a termine del servizio scolastico, accedevano alla NASpI e venivano successivamente rioccupati con il nuovo anno scolastico e il nuovo affidamento.
È esattamente questa esperienza concreta che ha orientato negli anni la posizione di ACACISAL Scuola, su posizioni di cui già ACA Sicilia si era fatta promotrice.
IL CONTRATTO CICLICO NON È L’UNICA FORMA DI TUTELA
ACACISAL Scuola, sin dalla propria costituzione, ha sostenuto una posizione molto chiara: non è il semplice nome del contratto a determinare la continuità occupazionale.
Un contratto a tempo indeterminato ciclico mantiene il rapporto di lavoro durante i periodi di sospensione, ma non significa, da solo, che il lavoratore abbia risolto il problema della continuità occupazionale nel passaggio da un gestore all’altro.
Allo stesso modo, un contratto a tempo determinato non significa automaticamente perdere la continuità occupazionale.
Sono due questioni differenti.
Una cosa è la tipologia contrattuale.
Altra cosa è la tutela nel cambio di gestione.
Ed è proprio qui che occorre riportare il dibattito sul terreno corretto.
LA CLAUSOLA SOCIALE C’È GIÀ
Nel servizio ASACOM della Città Metropolitana di Messina, la tutela occupazionale è già prevista dagli atti di gara attraverso la clausola sociale contenuta nel Capitolato/Lex Specialis, secondo quanto previsto dagli atti stessi e dalla normativa applicabile, appare quindi fuorviante, a dir poco, che ci si dichiari alla ricerca di una blindatura che esiste già, quella massima.
È questo lo strumento attraverso il quale viene disciplinata la salvaguardia del personale nel passaggio tra gestori.
Per questo riteniamo quantomeno singolare che oggi venga presentata come una nuova conquista la necessità di prevedere una tutela per il personale storico.
La tutela occupazionale non nasce oggi da un annuncio. È già stata prevista negli atti di gara. BLINDATA.
E proprio per questo ACACISAL Scuola non ha avuto bisogno di aspettare il 2027 per chiedere generiche rassicurazioni; ha fatto quello che un’organizzazione sindacale deve fare: si è seduta al tavolo, ha trattato e ha sottoscritto un accordo.
PERCHÉ ABBIAMO SCELTO IL CONTRATTO A TEMPO DETERMINATO
Premettiamo una piccola riflessione: un lavoratore a tempo indeterminato che viene licenziato a giugno (licenziamento collettivo per fine appalto) ed un lavoratore col contratto a termine si trovano nella stessa identica posizione contrattuale rispetto la potenziale riassunzione in nuovo appalto successivo.
Quando, successivamente, si è posto il problema di individuare la soluzione contrattuale per il nuovo anno scolastico, ACACISAL Scuola ha continuato a sostenere la propria posizione.
L’ipotesi del contratto a tempo indeterminato ciclico non era, per noi, la soluzione da accettare.
Lo scorso anno, dopo il nostro tassativo diniego al ciclico, era stata percorsa, con l’avallo dei Sindacati Confederali, la strada per un contratto a tempo indeterminato con successiva cessazione del rapporto al termine del servizio, soluzione delicata e controversa trattandosi di un fine appalto e non cambio appalto, e che avrebbe dovuto essere costruita attraverso gli strumenti giuridici e le procedure previste per la cessazione dei rapporti di lavoro.
La Cooperativa Aldia non ha ritenuto percorribile quella strada, che giuridicamente generava non poche perplessità, e quella strada non si è concretizzata; a quel punto le possibilità erano sostanzialmente due:
- accettare il contratto a tempo indeterminato ciclico;
- costruire una soluzione attraverso il contratto a tempo determinato, accompagnandolo con un accordo sindacale di secondo livello.
ACACISAL Scuola ha scelto la seconda strada; e non lo ha fatto con un comunicato stampa.
Lo ha fatto firmando un accordo.
E L’ACCORDO È STATO FIRMATO: questo è il punto che qualcuno sembra dimenticare.
ACACISAL Scuola ha sottoscritto con ALDIA un accordo che disciplina l’utilizzo dei contratti a tempo determinato per gli operatori ASACOM impegnati nel servizio per l’anno scolastico 2026/2027.
Una scelta che consente di mantenere il rapporto di lavoro subordinato per il periodo di effettivo impiego e, al termine del rapporto, di consentire ai lavoratori che ne possiedano i requisiti di legge di accedere agli strumenti di sostegno al reddito, compresa la NASpI.
E c’è di più.
L’accordo non impedisce, laddove un lavoratore ne faccia richiesta per proprie esigenze personali e soggettive e vi siano le condizioni per farlo, la possibilità di valutare un rapporto a tempo indeterminato ciclico.
Quindi nessuna imposizione, nessuna scelta calata dall’alto.
Una soluzione contrattuale negoziata, condivisa e sottoscritta.
Semplice. Lineare. Democratica.
DUE STRUMENTI, DUE FUNZIONI
È quindi necessario smettere di sovrapporre due piani diversi.
Il contratto a tempo determinato disciplina il rapporto di lavoro e la sua durata, nel rispetto della legge e del CCNL applicato.
La clausola sociale, invece, opera nel passaggio tra gestori e disciplina le tutele occupazionali previste dagli atti di gara e dalla normativa applicabile.
Sono strumenti diversi che possono concorrere alla tutela dello stesso lavoratore.
Per questo rappresentare il contratto a tempo determinato come se, da solo, cancellasse la continuità occupazionale significa creare una confusione che non aiuta certamente i lavoratori.
E SULL’INTERNALIZZAZIONE ?
Apprendiamo inoltre dell’annuncio secondo cui la Città Metropolitana intenderebbe procedere all’internalizzazione dei servizi sociali a partire dal 2027.
Se questa prospettiva diventerà concretamente un progetto amministrativo, saremo i primi a confrontarci nel merito degli atti, delle modalità e delle garanzie che dovranno accompagnarlo.
Perché anche su questo punto non bastano le dichiarazioni.
Serviranno atti.
Serviranno risorse.
Servirà un’organizzazione capace di garantire realmente il servizio e i lavoratori.
E soprattutto dovrà essere chiarito quale sarà il trattamento economico e contrattuale degli operatori, perché parlare di internalizzazione senza parlare delle condizioni concrete di lavoro significherebbe lasciare a metà il problema: abbiamo il concreto timore che l’internalizzazione preveda contratti ciclici e criteri poco chiari sulla tutela dell’occupazione e della rioccupazione. Ma vedremo.
NOI, NEL FRATTEMPO, ABBIAMO FATTO LA NOSTRA PARTE
Non abbiamo mai sostenuto che il contratto a tempo determinato sia una soluzione magica.
Abbiamo sostenuto, e continuiamo a sostenere, che la tutela dei lavoratori ASACOM deve essere costruita mettendo insieme gli strumenti giusti:
contratto regolare + applicazione del CCNL + accesso agli strumenti di sostegno al reddito ove spettanti + clausola sociale nei cambi di gestione + contrattazione sindacale.
È questa la strada che abbiamo seguito anche questa volta.
E mentre qualcuno oggi chiede che nel futuro vengano costruite garanzie, noi abbiamo già costruito una parte di quelle garanzie attraverso un accordo sottoscritto.
Non una promessa; non un annuncio.
Un accordo firmato.
Perché i lavoratori ASACOM non hanno bisogno di essere rassicurati ogni volta che cambia una cooperativa: la sicurezza deve essere strutturale e garantita stabilmente nel tempo.
Hanno bisogno di regole, diritti, contratti e strumenti di tutela verificabili.
E noi continueremo a lavorare esattamente per questo.
ACACISAL SCUOLA fatta da Asacom per gli Asacom !
Meno annunci.
Più accordi.
Meno promesse.
Più garanzie concrete per i lavoratori.
I diritti non si sospirano e non si rimandano: si applicano !
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