DDL ASACOM: un provvedimento inammissibile. Continueremo la battaglia.
Non è ammissibile il DDL approvato oggi, 28 gennaio 2026, in Senato, relativo alla definizione del profilo unico e alla cosiddetta internalizzazione degli assistenti all’autonomia e comunicazione.
Ed è proprio perché si parla di assistenti all’autonomia e comunicazione, come già indicato dalla Legge 104/1992, che occorre partire da una premessa fondamentale, troppo spesso ignorata:
è irricevibile continuare a costruire questa vicenda sulla contrapposizione artificiosa di due presunti gruppi distinti:
- da una parte gli “assistenti”
- dall’altra gli “educatori scolastici”.
Non c’è nulla da unire, perché esiste una sola categoria: quella degli assistenti all’autonomia e comunicazione. Perseverare in questa distinzione significa alimentare una vera e propria guerra tra poveri, dannosa per tutti.
Ancora più grave è continuare a trattare gli ASACOM – diplomati o laureati, con corsi di qualificazione regionale, come se appartenessero a una categoria “altra”, peggio, di serie inferiore.
Lo ricordiamo, ancora una volta: l’introduzione di alcune lauree come requisito è avvenuta in un periodo di vacatio normativa, quando il servizio di assistenza all’autonomia e comunicazione è stato garantito anche agli studenti con disabilità psico fisiche attraverso figure in possesso di titoli dell’area psico-pedagogica, senza che tali titoli garantissero competenze specifiche rispetto a quelle richieste per questo ruolo.
Molti di noi hanno iniziato così. Altri, partendo da un diploma o anche da una laurea, hanno costruito la propria professionalità attraverso percorsi formativi specifici, con corsi di qualificazione professionale regionali (link articolo con scheda formativa siciliana).
E allora basta davvero.
Se questa guerra tra lavoratori deve finire, va detto con chiarezza.
ASACOM è un acronimo, non una sigla vuota:
AS = assistenti
A = autonomia
COM = comunicazione
Rappresenta tutti, siamo tutti assistenti all’autonomia e comunicazione.
IL DDL è inaccettabile
Questo DDL – peggiore persino dei precedenti – è un bluff, confuso e fuorviante rispetto all’unico obiettivo che circa 65.000 lavoratrici e lavoratori attendono e meritano: la stabilizzazione.
Parlare di sola internalizzazione della funzione è una menzogna, ancor più grave perché:
- l’internalizzazione è facoltativa
- non è accompagnata da fondi dedicati
- non prevede alcuna reale tutela occupazionale.
Il DDL 236 presentava criticità evidenti, ma aveva almeno indicato una direzione: il passaggio della nostra figura nei ruoli del personale scolastico. Non parlava di una vera stabilizzazione, ma mirava all’obiettivo più corretto e coerente.
Questo nuovo testo, invece, non ha alcun punto positivo da salvare.
Cristallizza lo status quo peggiore del passato, tentando di trasformarlo in legge. È vero: il provvedimento dovrà ancora passare alla Camera dei Deputati. Ed è lì che continueremo a dare battaglia.
Gli emendamenti sono solo un fallo di confusione ed alcuni dei nostri, che davano indicazioni precise sul profilo e la stabilizzazione, non sono stati applicati, e quelli approvati hanno prodotto un testo disarmante.
I punti critici sono evidenti e raccontano una storia bugiarda:
- L’internalizzazione presso gli enti locali è meramente facoltativa, limitata alla prima applicazione e priva di fondi vincolati. La prospettiva di una statalizzazione al MIM è stata definitivamente abbandonata.
- Un concorso per esami (oltre che titoli) non guarda alla stabilizzazione.
- I fondi nazionali non sono stati aumentati.
- Il corso di formazione da 600 ore, definito in Conferenza Unificata nel maggio 2025 per le tre macro-aree della disabilità, è del tutto insufficiente, soprattutto per le disabilità sensoriali, relegate a un modulo di sole 50 ore. Una scelta pericolosa, oltre che inadeguata; ha fatto molto bene la Sicilia col D.A. n. 5630 del luglio 2017 (link articolo con scheda formativa siciliana).
- È stato eliminato il riferimento al trattamento di miglior favore e il richiamo al contratto delle “funzioni locali” è semplicemente aberrante.
Davvero la politica non sta facendo bene: non si interpretano i bisogni e diritti di studenti e lavoratori. Contrasteremo questa narrazione falsa e mistificatoria: parte della stampa parla già di “conquiste” e “assunzioni”, tentando di presentare come riforma ciò che riforma non è. Si cambia tutto per non cambiare nulla. In questo scenario si festeggia una nuova categoria nazionale “debole”, ancora relegata in una dimensione di consolidata precarietà.
Nel frattempo, continueranno a circolare false notizie su assunzioni imminenti e stabilizzazioni inesistenti.
E la storia di una finta stabilizzazione continua.
La sintesi più banale e cinicamente vera: ma come sarebbe mai possibile pensare che gli Enti Locali, sfacciatamente votati al maggiore risparmio possibile nei servizi di integrazione scolastica, che lamentano sempre il livello di spesa, possano pensare di internalizzare questo personale se non vengono resi dallo Stato ulteriori fondi disponibili ???
Ca nisciuno è fesso ! Noi non ci staremo.
Per questo ogni giorno ACA Sicilia ed ACACISAL operano: da una parte il potenziamento delle risorse messe a disposizione del servizio dall’altra la tutela del diritto allo studio e dei diritti degli operatori.
I diritti non si sospirano e non si rimandano: si applicano !
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